Patricia Arquiola, vetrina su Sistemi di Luce

Patricia Arquiola, un nome dell’architettura e del light design dei nostri tempi, spagnola di origine ma professionalmente nata in Italia e conosciuta in tutto il mondo. Si è laureata al Politecnico di Milano nel 1989 con una tesi il cui relatore è stato Achille Castiglioni, divenuto il maestro della light designer insieme a Vico Magistretti. Entrambi figure fondamentali del design italiano che influenzeranno le creazioni di Arquiola. Le sue produzioni nascono da un’idea classica per diventare attuali e confortevoli, apprezzabili non solo dagli addetti ai lavori ma anche dal grande pubblico attratto da una curiosità attiva, elemento chiave che muove la produzione della designer. Per curiosità attiva Arquiola intende la voglia di avvicinarsi e di toccare le creazioni, anche solo sfiorarle, da parte del pubblico che in tal modo le sente già proprie e vicine.

Le sue prime collaborazioni sono iniziate mentre era ancora assistente (1990-1992) del professor Achille Castiglioni ed Eugenio Bettinelli per il corso di design industriale del Politecnico di Milano e all’E.N.S.C.I. (École Nationale Supérieure de Création Industrielle) di Parigi. Ha iniziato a collaborare presso l’ufficio “Sviluppo del prodotto” di Maddalena De Padova di cui è diventata presto la responsabile dal 1990 al 1996 e la titolare delle nuove produzioni. Qui ha firmato con Vico Magistretti la sedia Flower, il divano Loom e la Chaise e Chaise-longue.
Si tratta dei primi prodotti e oggi il loro nome è presto associato alla giovane designer. La sedia Flower proposta in due modelli, fisso e girevole su ruote. La struttura è in poliuretano rigido, mentre la seduta ha l’imbottitura in poliuretano espanso e ovatta di poliestere. La base fissa è costituita da quattro gambe in acciaio, mentre quella girevole ha cinque razze in acciaio ed è regolabile in altezza; le ruote sono piroettanti in plastica nera con freno di sicurezza per pavimenti morbidi e per moquette, e su richiesta è possibile avere il freno di sicurezza per pavimenti rigidi come il marmo. La finitura possiede il colore base in acciaio cromato lucido, mentre il colore del rivestimento può essere scelto poiché in tessuto foderabile. L’effetto finale di più flower insieme è effettivamente un fiore a petali dispiegati. Qualcosa di semplice si penserà, ma sarà tale semplicità ad indurre la ricercatezza del prodotto.
La Chaise è una poltrona in due versioni, fissa e allungabile (Chaise-longue) con struttura in acciaio schiumata e con poliuretano espanso a quote differenziate. La versione con la seduta allungabile è dotata di cuscinetto poggiareni. Per entrambi i modelli il rivestimento è in tessuto foderabile o fisso.
E’ così che viene lanciata una nuova concezione del sedersi sviluppata su componenti interscambiabili per ambienti di soggiorno modificabili. L’obiettivo è creare ambienti intimi e confortevoli che sappiano stimolare lo stare bene insieme.
Così dal 1993 al 1996 Patricia Arquiola apre uno studio con gli architetti E. Ramerino e M. De Renzio per realizzare progetti di franchising (Maska/Italia, Tomorrowland/Japan, Des Pres/France e Fila), ristoranti (The Siamo Society, Tintero), ristrutturazioni d’interni, immobili (villa Meres in Asturia, Spagna, 1994-1997) e showroom.

Successivamente dal 1996 al 2001 la Arquiola diviene responsabile del reparto design di Lissoni Associati per il quale crea prodotti per clienti quali Kartell, Cassina, Alessi, Porro e Cappellini. Per Kartell crea sedie, contenitori e tavolini sfruttando le potenzialità tecnologiche del know-how dell’azienda e soprattutto mettendo a disposizione la propria creatività per ottenere nuovi effetti sia visivi che tattili dalle superfici in uso. Un esempio è il T-Table la cui superficie si alterna in pieni e vuoti con una decorazione elegante e preziosa che disegna un ricamo. Il risultato finale è un complemento d’arredo poetico, molto femminile che offre eleganza all’ambiente. La nuova concezione del sedersi della Arquiola è riscontrabile anche nella sedia Frilly di Kartell, dall’effetto ondulato che percorre l’intero corpo della struttura e che dona un effetto morbido e leggero come fosse ricoperta da un tessuto plissé poiché è tutta pieghettata. La sedia in policarbonato trasparente è proposta in vari colori in versioni trasparenti o coprenti che ricordano gli elementi naturali e che ritornano con un effetto ottico sensuale e giocoso. Successivamente (2009) da questo articolo prenderà spunto per ideare il Frilly Stool, un pouf dalle stesse caratteristiche della sedia e che lei stessa dichiarerà “E ‘la continuazione della mia ricerca sulla natura, l’organico e l’inanimato utilizzando la tecnica di iniezione che simula un estruso di materiale Bent, plastica transgenica”. Un piccolo sgabello di forma irregolare, anch’esso con la superficie pieghettata. Le pieghe sottili cadono dal raggio del sedile verso il basso fino alla base dello sgabello dando l’aspetto di un pezzo di tronco che riflette tutte le pieghe e invita a sedere.
Per Alessi sono stati realizzati altri prodotti, dagli orologi ai cestini, dalle fruttiere ai centrotavola. Gli orologi Buckle, diffusi abbondantemente, sono caratterizzati da una fibia integrata alla cassa. La forma è sensuale e tonda, in acciaio satinato, arricchita dal taglio netto della parte superiore lucida che unisce il quadrante alla fibbia. Ideato su linee asimmetriche offre un nuovo modo di indossarlo: il cinturino in cuoio avvolge il polso chiudendosi intorno alla fibbia, ma se si sostituisce il braccialetto con una collana della stessa collezione, l’orologio può essere usato anche come ciondolo.

Il 1999 è un anno di grande produzione per Patricia Arquiola, aperto col progetto della spazzola Chancleta per Bosa. Nel 1999-2000 entra in collaborazione con Sung Sook Kim e realizza sedie e tavoli per la collezione K.U. della Fasem Iternational S.r.l, con il il bookase del programma “Frozen”; per continuare anche il lavandino Wonderful World per Kerasan, generato in un monoblocco di ceramica. Nel 2001 progetta la diffusissima sedia Tangerine per la Liv’it, una piccola poltrona con la struttura d’acciaio del inox con disposizione della seduta a riempimento e schienale con la copertura smontabile in tre tessuti differenti e una gamma ricca dei colori. Nel frattempo i suoi divani Step e Lowland sono stati selezionati per l´Annuario del Design Internazionale del 1999/2000 (Lowland è stato scelto anche per rappresentare il design Italiano all’interno del Tour del Design d’Arredamento 2001). Con la collezione dei divani Lowland Patricia Urquiola ha progettato elementi di relax. laddove il divano non impone le sue forme, ma segue la dinamicità e la spazialità a seconda degli ambienti; privilegiando la componibilità e dunque la personalizzazione di coloro che lo sceglieranno. La linea del design è caratterizzata dalle imbottiture e da una serie di forme morbide che unendosi, descrivono “divani” destinati alla casa. Dunque un prodotto per spazi domestici contemporanei dove i concetti tradizionali di composizione degli elementi essenziali della casa lasciano lo spazio a nuove disposizioni. Le sedute, quali grandi masse di diverse dimensioni, si possono congiungere o separare dando vita a composizioni libere; l’elemento schiena le completa oppure le compone mantenendo libera la scelta di fermarsi a metà percorso; i braccioli sono la presenza forte della composizione, elementi portanti di appoggio a pavimento, si ripiegano in alto verso la seduta, altamente definiti e complessi chiudono esteticamente la composizione e ne determinano lo stile e la personalità. Insomma un codice genetico del movimento e della possibile verticalità che disegna la Arquiola introducendo varianti morfologiche.

Anche le edizioni di Abitare il Tempo, che presentano ogni anno centinaia di designer, vedono la partecipazione della Arquiola. Nel 1998 con la realizzazione di Vasi di Cristallo, mentre nel 1999 con Poltrona con Pouf e nel 2000 con Stone Sofa System.
Un altro traguardo nella carriera della Arquiola viene tagliato con la presentazione del divano Lowseat per la linea Moroso, scelto per rappresentare il design Italiano all’interno del Tour del Design d´Arredamento 2001. Il lowseat è di materiale espanso schiumato a freddo ignifugo, con struttura interna in acciaio; i piedi sono in acciaio inox e i sottopiedi in materiale termoplastico. E’ stato proposto in tutto il mondo nelle più varie realizzazioni: dal bar al casinò, dagli alberghi agli showroom, dagli uffici ai negozi.

Nel 2003 Arquiola disegna con Eliana Gerotto la lampada da tavolo Bague per Foscarini. Con la Gerotto realizzerà anche la lampada Caboche di Foscarini nel 2005. Un gioiello di design, una lampada preziosa ed elegante che ha trovato riscontro immediatamente sul mercato di settore. Oggi è disponibile in molteplici varianti, sia da terra, da parete e da tavolo. Una lampada che si contraddistingue da altre per eleganza e particolarità. Si riscontrano richiami a tematiche classiche, si percepisce il sapore lontano dei lampadari in cristallo della tradizione veneziana e soprattutto ci si lascia ammaliare dalla assoluta delicatezza e luminosità del prodotto. Attraverso un gioco avanzato di rifrazioni la lampada diventa un oggetto prezioso ed unico. La Arquiola l’ha creato pensando a un bracciale. In effetti tale appare rivestito di gocce di plastica unite da un elastico, 189 sfere in polimetilmetacrilato su un’unica forma anulare che racchiude la sorgente di luce. All’interno è posta una lampada alogena racchiusa fra due elementi in vetro satinato bianco. Uno schermo posto nella parte superiore garantisce un ottimo livello di diffusione verso l’alto. In contrapposizione uno schermo nella parte inferiore in forma concava, una schermatura per il flusso di luce diretto verso il basso.
Negli stessi anni Arquiola continua a sfornare nuove creazioni per le aziende, Agape, Alessi, B&B, De Padova, De Vecchi, Driade, Foscarini, Kartell, MDF, Molteni, Moroso, San Lorenzo. Propone allestimenti per stand e showroom per la Knoll, Marks and Spencer (Londra), Molteni, ancora Moroso, Sand della Danimarca, Somma e lo spagnolo Roberto Torretta. Nel 2001 prende parte, con l’esperienza e l’influenza assorbita dal mondo dell’arte, dell’architettura e soprattutto dai suoi protagonisti milanesi, ai seminari internazionali della Domus Academy Designing Exhibition in Australia, e presiede la giuria del 19° CDIM Award, la più importante vetrina per il design e progettisti d’avanguardia in tutto il mondo.

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